Serie B: chiusa la stagione in quel di Usmate
14.05.2012 11:40 Archiviato in: Serie B

Si chiude con una sconfitta il campionato di serie B, nella partita di ieri contro l’Usmate non riusciamo nell’impresa di ribaltare la differenza canestri (Usmate vittorioso con 15 punti di distacco nella gara di andata) perdendo il match per 57-63. Eppure, per 25’ ci abbiamo creduto e, pur presentandoci in formazione rimaneggiata (oltre ad Aschedamini, out anche Zagni, Bertoni e Ginestri), giochiamo una discreta pallacanestro, facendoci trovare pronti di fronte alla difesa delle padrone di casa e rimanendo sempre in vantaggio (con un margine anche di 8 punti nel terzo quarto). Nella seconda metà del terzo quarto purtroppo Rizzi e Coraducci devono abbandonare il terreno di gioco per infortunio e da li non troviamo più le energie e la forza mentale per continuare a contrastare la formazione di casa che, lentamente ma inesorabilmente, ci rosicchia punto su punto fino a completare l’aggancio ad un paio di minuti dalla sirena. A questo punto, sfumata la possibilità di ribaltare il passivo dell’andata, non abbiamo più nulla per cui vale la pena lottare e Usmate fa sua la partita.
Che sarebbe stato difficile ribaltare il -15 dell’andata lo sapevamo, ci abbiamo provato e creduto fino a quando gli infortuni non ci hanno tolto dal campo entrambe i playmaker. A riguardare la stagione posso dire che l’ultima partita rispecchia esattamente questa annata: abbiamo dovuto combattere, prima che con gli avversari, contro la sfortuna che ci ha più volte “massacrato” impedendoci di giocare con la formazione al completo per gran parte di stagione. Purtroppo gli infortuni fanno parte del gioco, non ci resta che accettare il verdetto del campo, fare i complimenti ad Usmate (ma anche a Broni e Crema, neo-promosse in A2 e a Valmadrera e Costamasnaga che andranno invece in A3) e “consolarci” con un bel girone di ritorno che ci ha comunque permesso di chiudere al sesto posto la stagione regolare (con una striscia di 6 vittorie consecutive).
Alla fine il bilancio dice 17 vinte e 13 perse (57% di vittorie) e il “lancio” in prima squadra di numerose Under 17 (Rizzi, Zagni C., Scarsi, Bertoni, Ginestri, Zagni M., Conti e Mazzini). Come sempre accade in queste situazioni, l’avere in squadra numerose giovani esordienti fa si che l’andamento sia altalenante. Di certo l’esperienza fatta con la prima squadra è stata ben sfruttata nel campionato Under 17 dove siamo giunti alle Finali Nazionali con un record di 14 vinte e 5 perse (74% di vittorie). Alla fine quindi chiudiamo la stagione regolare con 49 partite giocate di cui 31 vinte e 18 perse (63% di vittorie totali), numeri comunque eccellenti anche se, certamente, avremmo potuto fare meglio. Ora ci attende l’ultimo “sforzo” stagionale: dal 20 al 27 maggio saremo chiamati, in quel di Cesenatico per le Finali Nazionali Under 17, a provare l’ennesima impresa cercando di metterci dietro due squadre tra Triestina, La Spezia e Brindisi e conquistarci un posto tra le migliori otto squadre d’Italia. Difficile si ma…..non impossibile!
Alla prossima!
Andre
Comments
Dicono di noi...
11.05.2012 14:42 Archiviato in: Personale

Interessante cosa dice il TIME di Grillo e dell’attuale classe politica italiana….
"La dice lunga per la politica italiana che la figura politica più potente dopo l'ex Primo Ministro Silvio Berlusconi, travolto dagli scandali, sia un comico brizzolato ed esplosivo di nome Beppe Grillo, noto per aver organizzato i V-Day, giornate di protesta nazionale contro la corruzione del governo. Un desiderio di cambiamento attraversa l'elettorato europeo, gli Italiani vogliono avere una possibilità di scelta e, con l'eccezione di Beppe Grillo, l'Italia non ha un solo leader nazionale che non fosse già in politica nel 1994, l'anno in cui Berlusconi prese il potere.
Le elezioni municipali di maggio sono l'ultimo concreto test politico prima delle consultazioni nazionali del prossimo anno. Se i sondaggi sono corretti, i politici italiani prenderanno la stessa lezione dei tiranni della Primavera Araba: la repressione del cambiamento si traduce in un sollevamento popolare. La fiducia nella classe politica è a una sola cifra. Gli scandali e la corruzione si contendono lo spazio nei giornali con una frequenza che sconvolge anche il pur assuefatto elettorato italiano. È opinione condivisa che il governo di tecnici non eletti di Mario Monti - la sua stessa esistenza è la prova dell'incapacità della democrazia italiana di produrre un'alternativa migliore - sia stato incaricato di ripulire il disastro che i politici sono stati incapaci di risolvere.
La politica italiana è diventata burocrazia. I protagonisti storici cercano di respingere gli sfidanti non con piattaforme di idee, l'oratoria o la politica, ma con la macchina radicata dei loro partiti. Se aprite un paio di giornali degli ultimi 18 anni, troverete gli stessi nomi. Prendete Pier Ferdinando Casini. Ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana, ha poi rotto e da allora ha guidato altri due raggruppamenti nati da scissioni e fusioni. "Nel resto del mondo, i partiti rimangono gli stessi, ma cambiano i leader", dice Matteo Renzi, il sindaco di Firenze e uomo politico che ha lottato per sfondare nel panorama nazionale. "Per noi, è il contrario." Secondo la legge elettorale - introdotta nel 2005 - gli elettori non votano i singoli candidati, ma liste di partito stilate dai leader politici che, come prevedibile, selezionano in base alla lealtà. Berlusconi è stato cacciato in novembre e il suo alleato di lunga data Umberto Bossi, capo della xenofobica Lega Nord, si è dimesso in aprile tra le accuse di spesa di fondi del partito per conto della sua famiglia. Ma entrambi sono stati rimpiazzati da sottotenenti scelti con cura. Nel frattempo, i loro avversari a sinistra continuano a scandagliare le profondità delle loro gerarchie di partito per una serie di burocrati poco stimolanti.
Con i leader del Paese concentrati sul loro gioco di poltrone, i problemi della terza economia più grande d'Europa sono rimasti in larga parte trascurati. L'attuale generazione di politici ha governato come se fosse determinata a prosciugare il Paese prima di morire. Dal 1994 in Italia i partiti hanno ricevuto 3,3 miliardi di dollari di finanziamento pubblico delle campagne elettorali, ma solo 800 milioni sono stati contabilizzati come spesa elettorale; il resto è scomparso nelle casse dei partiti. Nel frattempo l'economia è in stallo. Nel mese di aprile, l'Istituto Nazionale di Statistica ha rilevato che l'11,6% della forza lavoro aveva rinunciato a cercare lavoro - da sommarsi al tasso ufficiale di disoccupazione del 9,8%.
Finora, la reazione del Parlamento è stata un altro "gioco delle sedie musicali". Il 19 aprile, Casini ha presentato il Partito della Nazione, che spera comprenda membri del governo tecnico del Primo Ministro Monti. Per non essere da meno, il successore di Berlusconi, Angelino Alfano, ha dichiarato che lui e l'ex Primo Ministro faranno presto un annuncio "che cambierà il corso della politica italiana nei prossimi anni." Anche i politici di sinistra parlano di rimpasto.
Per coloro che vogliono che i loro partiti sopravvivano, il messaggio non dovrebbe essere "abbottonarsi", ma "aprirsi". In caso contrario, non dovrebbero sorprendersi se gli elettori prenderanno in prestito una citazione di Beppe Grillo per dire loro cosa fare di se stessi."
Alla prossima…
Andre
Un consiglio per i "governanti"
11.05.2012 09:51 Archiviato in: Personale

Dite che i vari Monti, Napolitano e compagnia l’hanno mai sentita questa frase?
“Una nazione che si tassa nella speranza
di diventare prospera
è come un uomo in piedi in un secchio
che cerca di sollevarsi tirando il manico…”
Firmato: Winston Churchill. Servono altre parole o commenti?
Alla prossima…
Andre
Serie B: passiamo ad Albino
10.05.2012 09:47 Archiviato in: Serie B

Dopo la pessima prova offerta nell’ultima gara interna con Usmate ci attendeva ieri la penultima partita di questa seconda fase. Avversario di turno era quell’Albino già regolato senza grossi problemi nella partita di andata. Iniziamo la partita trovando subito buoni spunti in fase offensiva, peccato che in difesa stiamo letteralmente a guardare per tutto il primo quarto e così il tabellone al 10’ recita 21-20 per noi. Nella seconda frazione continuiamo il buon lavoro in fase offensiva e, finalmente, registriamo anche la difesa, lasciando alle bergamasche solo soluzioni perimetrali (Albino alla fine metterà a segno nel 11 tiri da 3 punti): il parziale del quarto è di 26-11 e all’intervallo lungo siamo avanti per 47-31. Al rientro in campo la musica non cambia: continuiamo ad attaccare senza grossi problemi mentre il gioco delle nostre avversarie rimane sterile e prevedibile, chiudiamo senza affanni portando a casa una bella vittoria con il punteggio finale di 74-57.
Abbiamo disputato una buona partita di squadra, mandando 5 giocatrici in doppia cifra e 9 a referto. Certamente una bella prova che riscatta, almeno in parte, la brutta prestazione casalinga con Usmate. Adesso ci attende l’ultima partita di questa fase, domenica proprio sul campo di Usmate, dove dovremo provare a vincere e ribaltare il pesante -15 incassato all’andata. Non sarà certo un’impresa facile ma, giunti a questo punto, è doveroso cederci e provarci.
Alla prossima!
Andre
Un altro sistema? SI PUÒ FARE!
08.05.2012 10:00 Archiviato in: Personale

Si può uscire da questo sistema in cui siamo bloccati come dentro a delle sabbie mobili? la risposta è….SI!!! E non parlo solo di sistema economico, monetario, finanziaro o lavorativo, il cambiamento va intrapreso anche sotto altri punti di vista: psicologico e, perché no, filosofico. Solo parole? Certo, se accettiamo il fatto che il sistema non si possa cambiare perché….già, perché? Non c’è nessun obbligo di mantenere quello che di fatto è un sistema che non funziona!
Quindi cambiamento come base per passare a qualcosa di diverso, di migliore? Forse! Certo è difficile pensare di peggiorare la situazione attuale, no? Ma attenzione, il cambiamento deve essere personale: ognuno di noi deve cambiare se stesso e le proprie abitudini, deve riappropriarsi della propria vita, dei propri diritti ma anche dei propri doveri! Non è più pensabile il delegare ad altri (partiti, sindacati etc etc) quello che invece dobbiamo fare noi, cioè controllare che il sistema sia sostenibile, che la società in cui viviamo ci permetta di avere un’esistenza accettabile, che si lavori per vivere e non il contrario, che questa società insomma ci fornisca una serie di servizi (pensione ad un’età accettabile, inserimento di TUTTI nel mondo del lavoro, integrazione…giusto per fare alcuni esempi) in cambio però della nostra partecipazione attiva.
Se pensiamo che queste (ed altre…) parole possono diventare realtà allora dobbiamo anche fare qualcosa di concreto. Ci hanno sempre detto che l’economia è in crescita, che il consumismo senza freni è la benzina dell’economia: non è più così, sono cambiate le regole del gioco ed è successo a partita ancora in corso! L’economia non può crescere all’infinito, questa è un’equazione sbagliata (i paesi del terzo mondo da sfruttare sono sempre meno, aumentano i paesi in via di sviluppo, quindi cambiano i fattori dell’equazione…), il consumismo sfrenato del mondo occidentale ci ha portato al punto dove siamo.
Bisogna fermarsi, è una corsa che non possiamo vincere questa! Bisogna ripensare il sistema: l’individuo, la persona (non quanto consuma o quanto produce), deve tornare al centro dell’attenzione. Ognuno di noi deve recuperare il senso di responsabilità e la voglia di agire per provvedere all’equilibrio della propria esistenza con il mondo che lo circonda. Delegare ad altri le decisioni fondamentali per il raggiungimento del proprio benessere (per poter così pensare solo a consumare, consumare e ancora consumare….) equivale, in maniera irresponsabile, a mettersi nelle mani di altri. L’essere in sintonia col mondo che ci circonda è una questione interiore, che riguarda l’anima di ognuno di noi: non è possibile delegare ad altri questa ricerca di equilibrio!
Dobbiamo riappropriarci della nostra esistenza, prendere coscienza del fatto che i mercati finanziari, lo spread, il PIl etc etc…non devono necessariamente comandare la nostra vita. Dobbiamo pensare e credere che è possibile vivere in un sistema diverso. Come? Scollegando il cuore, la mente e il portafoglio da quello attuale….SI, SI PUÒ FARE!!
Alla prossima…
Andre