27.12.2012: 67 anni dopo...

Era il 27 gennaio 1945 quando i cancelli di Auschwitz vennero aperti dall’Armata Rossa. Sono passati 67 anni da quel giorno ma è doveroso non dimenticare che in un passato non molto lontano, alcuni “uomini” (se si possono definire così) hanno tentato, con tutti i mezzi a loro disposizione, di annientare un intero popolo, perpetrando una teorica supremazia di una razza su tutte le altre.
Oggi, nel 2012, sembra quasi impossibile che sia potuta accasare realmente una tragedia del genere. Sembra impossibile che degli uomini possano avere certe ideologie, eppure questi fatti sono accaduti. E allora è giusto non dimenticare, è giusto ricordare ai più giovani il dramma che si è consumato più di sessant’anni fa, per far si che in futuro non si possa mai più verificare un tale olocausto.
Se volete approfondire e documentarvi meglio sia sulla Shoah che su quanto successo nei campi di sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale vi consiglio di visitare il sito della UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).
Alla prossima…
Andre
Le sagge parole di un "vecchio" amico

Sono molto felice di pubblicare il pensiero di un vecchio amico, alias Pietro Cozzi. La nostra amicizia risale a parecchi anni fa, quando si frequentava “il Centro”, quando si passavano ore sul campetto da basket in mitiche e interminabili sfide dove ognuno emulava il proprio campione NBA preferito (nel caso di Pietro, Joe Dumars, grande guardia tiratrice dei “Bad Boys”, al secolo Detroit Pistons) cercando di imitarne le gesta. Altra passione che ci accomunava era la musica: Pietro (che oggi è giornalista professionista e scrive recensioni su Mescalina) era già allora grande conoscitore di musica e io cercavo sempre di ascoltare i suoi consigli, di seguire i suoi gusti musicali per farmi io stesso una buona cultura musicale (ancora conservo la copia, su cassetta, dell’album degli Havalinas…).
Dopo questa breve ma doverosa introduzione, vi lascio alle parole di Pietro e….buona lettura!
CINQUE BUONE RAGIONI PER COMPRARE (ANCORA) UN CD
Dov'è finita la gioventù nei (sempre più pochi) negozi di dischi? Sempre più spesso, all'alba degli “anta”, tra scaffali e cuffiette (rotte!) ti senti il più giovane e vedi le stesse facce che invecchiano tristemente con te... I ragazzi.... “scaricano”! Un diluvio di suoni indifferenziato, una marmellatona indigesta, e pacchi di hard-disk stipati di melodie che poi quasi mai verranno ascoltate. Ecco allora (….)
vai a questo link per leggere il resto dell’articolo!!!!
Grazie Pietro e…..Stay Tuned!!
Andre
Under 17: 10 buoni minuti a Mariano Comense

Ieri abbiamo affrontato il recupero dell’ultima partita del girone di andata sul campo di Mariano Comense. Partiamo subito bene e alla fine del primo quarto il tabellone recita 30-6 per noi. La partita finisce qui, soprattutto nella nostra testa, perché nei restanti 30’ andiamo a fasi alterne, con momenti di buona intensità ed esprimendo un buon gioco alternati a momenti di deconcentrazione e poca energia. La gara si chiude 69-42 per noi e con questa vittoria ci portiamo al secondo posto in classifica dietro al Geas e a pari punti della Comnse (con la quale abbiamo lo sconto diretto a favore).
Dobbiamo aumentare la qualità del gioco espresso, 10 minuti di buon basket, contro avversari più forti, non sono certo sufficienti per portare a casa i due punti. Questo deve essere bene chiaro in testa a tutti!
Alla prossima!
Andre
Chi ha orecchie per intendere...

Mi sembra strano andare a riprendere, ancora, questo monologo. Sono certo che tutti sanno di che film si tratta, tutti, appena Al Pacino inizia a parlare pensano “ah si, lo conosco…”. Sono altresì certo che non tutti abbiamo ben capito il senso di questo monologo e che molti, ahimè, non lo abbiano mai ascoltato. Già perché sembra essere diffusa la prassi che porta a sentire ma non ad ascoltare. Si, tra sentire ed ascoltare c’è una grande differenza! Buona visione e….buon ascolto!
“Ora noi o risorgiamo, come squadra, o cederemo, un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno, adesso, signori miei, credetemi. E… possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando”
Alla prossima…
Andre
Serie B: sconfitta a Villasanta

Dopo due sconfitte consecutive, a Costamasnaga e, sabato scorso, in casa con Bergamo, la partita contro Villasanta avrebbe dovuto dare segni di ripresa a dimostrazione che le ultime due uscite erano solo frutto di un momento non molto brillante. Purtoppo così non è stato e i due punti in classifica vanno alle padrone di casa.
La partita inizia bene per noi, con una attenta difesa su Boscolo e Rigamonti e un attacco preciso riusciamo a prendere anche 10 punti di vantaggio all’interno del primo quarto. Nei secondi 10’ largo spazio alle panchine sia per noi che per Villasanta che riesce a ridurre lo svantaggio complice un attacco (il nostro) che pur creando buoni tiri non riesce quasi mai a mettere punti sul tabellone. Si va così all’intervallo lungo sul 26-22 in nostro favore.
Nel terzo quarto la partita di fa decisamente spigolosa: Villasanta cerca di mettere il match sui binari che preferisce e noi non abbiamo più lucidità per cercare di imporre il nostro ritmo alla partita. Rimaniamo comunque sempre avanti e, nell’ultimo quarto, a circa 5 minuti dalla fine ci troviamo sul +9 ma, invece di chiudere la partita, caliamo la tensione e subiamo un parziale di 9-0 che riapre completamente il match (in questo spezzone di partita non segnamo nemmeno dalla linea della carità: 0/6). Gli ultimi minuti poi ci vedono compiere una serie di errori in sequenza, sia in attacco che in difesa e così consegnamo la partita ad un coriaceo Villasanta, che sta sotto per 38’ e poi ci supera nel finale chiudendo il match a proprio favore per 50-48.
Siamo alla terza sconfitta consecutiva e se in quel di Costamasnaga eravamo effettivamente in condizioni precarie, per quanto riguarda le partite con Bergamo e Villasanta dobbiamo solo recitare il mea culpa. Anche ieri le nostre avversarie hanno catturato la bellezza di 18 rimbalzi offensivi, sintomo di maggiore voglia di lottare. Le partite si possono perdere perché gli avversari hanno maggior talento o perché siamo in una serata dove proprio la palla non entra mai, ma quando si perdono perché non si ha la giusta mentalità difensiva vuol dire che qualcosa non va. Come disse jack Swigert dall’interno della capusla Apollo 13… “Houston, abbiamo un problema”. Tutto sta nell’accettare questa situazione e nell’avere veramente la volontà di superarlo.
Alla prossima!
Andre